Viaggiare informati della Farnesina racchiude una serie di consigli di primaria importanza:dovresti appuntare tutto ciò che occorre per rendere sicura la partenza per te e i tuoi cari, almeno qualche giorno prima della partenza stessa. Anzitutto i documenti necessari per il paese ospitante, la situazione traffico sulle autostrade se parti in auto, mentre le condizioni meteorologiche se parti in aereo; il clima nel luogo dove sei diretto, ma soprattutto se ci sono problemi di sicurezza, fenomeni atmosferici, epidemie, ecc., di cui è il caso tu conosca ogni singolo dettaglio.

Ci avevi mai pensato? Non basta scegliere il luogo più esotico ed esclusivo, fare la valigia e preparare ogni minimo occorrente, non basta suscitare l’invidia di chi resta in ufficio sognando mete lontane. Anche il Ministero degli Affari Esteri ritiene doveroso inculcare negli italiani la necessità di informarsi e assicurarsi, onde evitare possano succedere spiacevoli episodi, che possano ritardare, o persino rovinare, il nostro bellissimo viaggio.

Viaggiare informati: i consigli della Farnesina

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Viaggiare informati della Farnesina

Per viaggiare informati, bisogna tenere sotto controllo alcuni aspetti della partenza e dell’arrivo che vengono troppo spesso sottovalutati: andando sul sito viaggiaresicuri.it, messo a punto dalla Farnesina, hai a disposizione due sezioni parallele di consultazione. Nella prima, “Informatevi”, è disponibile la SCHEDA INFORMATIVA, che fornisce informazioni aggiornate sul Paese in generale, con indicazioni sulla sicurezza, la situazione sanitaria, indicazioni per gli operatori economici, viabilità e indirizzi utili.

L’altra sezione, invece, “Dove siamo nel mondo”,  ti permette di registrare “l’itinerario del viaggio ed un numero di cellulare. Grazie alla registrazione del vostro viaggio, l’Unità di Crisi potrà stimare in modo più preciso il numero di italiani presenti in aree di crisi, individuarne l’identità e pianificare gli interventi di assistenza qualora sopraggiunga una grave situazione d’emergenza“. Da tenere presente che: “Tutti i dati vengono cancellati automaticamente due giorni dopo il vostro rientro e vengono utilizzati solo in caso d’emergenza per facilitare un intervento da parte dell’Unità di Crisi in caso di necessità“.

Assicurazione sanitaria all’estero per viaggiare sicuri

Per viaggiare sicuri non dimenticatevi assolutamente della TEAM, che ora spieghiamo bene in cosa consiste. “Negli ultimi anni, la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie (DGIT) ha registrato un aumento esponenziale di segnalazioni di casi di italiani in situazioni di difficoltà all’estero per ragioni medico-sanitarie“, si legge sul sito del Ministero degli Esteri. Il consiglio è quello di munirsi della Tessera europea assicurazione malattia (TEAM), per viaggi in Paesi dell’UE, o, per viaggi extra UE, di un’assicurazione sanitaria con un adeguato massimale. Perché è così importante farlo?

Viaggiare informati della Farnesina ricorda che “Per ottenere informazioni di carattere generale sull’assistenza sanitaria all’estero, si rinvia al sito delMinistero della Salute, evidenziando in particolare il servizio “Se Parto per…” che permette di avere informazioni sul diritto o meno all’assistenza sanitaria durante un soggiorno o la residenza in un qualsiasi Paese del mondo“.

In numerosi Paesi gli standard medico-sanitari locali sono diversi da quelli europei e spesso le strutture private presentano costi molto elevati per ogni tipo di assistenza, cura o prestazione erogata“. Se il tuo è un viaggio turistico organizzato, controlla le assicurazioni sanitarie comprese nei pacchetti di viaggio: ove manchassero, o non fossero sufficienti, ti consigliamo di stipulare polizze assicurative sanitarie individuali.

“Le Rappresentanze diplomatico-consolari, pur fornendo l’assistenza necessaria, non possono sostenere nè garantire pagamenti diretti di carattere privato; soltanto nei casi più gravi ed urgenti, esse possono concedere ai connazionali non residenti nella circoscrizione consolare e che versino in situazione di indigenza dei prestiti con promessa di restituzione, che dovranno essere, comunque, rimborsati allo Stato dopo il rientro in Italia“.