Ormai, viviamo in un mondo in cui non si viaggia più solo per piacere. A volte, il motore che ci spinge a partire è la necessità. E allora, è con tutt’altro spirito che partiamo alla volta delle nostre avventure. Presi dalla nostalgia del luogo in cui siamo cresciuti, la soluzione migliore per sopravvivere al viaggio è cercare a tutti i costi di costruirci una nuova casa.

Ed allora, eccoci pronti a barcamenarci tra nuove strade, nuovi negozi, nuovi profumi e nuovi sapori. Eccoci partire alla volta dell’esplorazione di un nuovo quartiere. Cerchiamo qualcosa, qualsiasi cosa, che possa fungere da mattone. Cerchiamo di reperire nel minor tempo possibile i tasselli che comporranno la nostra nuova vita. Spesso, ci scopriamo pendolari pronti a salire e scendere di continuo, pur di attenuare quella sensazione di impotenza, nel sentire il terreno franare sotto i nostri piedi.

Quella sensazione di impotenza, nel sentire il terreno franare sotto i nostri piedi

Da questa sensazione nessuno è immune, nemmeno le nostre celebrità. Per esempio, Amadeus ha recentemente confidato a Tv Sorrisi e Canzoni i suoi esordi professionali presso Radio Deejay. L’amato conduttore di Reazione a catena e de I soliti ignoti, infatti, viveva a Verona. Approfittò della presenza di Vittorio Salvetti per cercare di fargli avere un proprio provino. Durante il suo incontro con Claudio Cecchetto, affermò di vivere a Milano.

Ecco cosa dice il conduttore a proposito di questo ricordo. “Claudio cercava persone di Milano e io, che vivevo a Verona, bluffai. ʻDove abiti?ʼ mi chiese. Io non conoscevo Milano e dissi: ʻVicino alla radioʼ. ʻE cosa fai a Milano?ʼ. ʻIl doppiatore di telenovelasʼ. Prese il mio provino dicendo: ʻTi farò sapereʼ”. Per qualche tempo, Amadeus ha fatto il pendolare.

Il conduttore parla allora della sua famiglia, e dice: “Nel lavoro amo rischiare e provare cose nuove. Nella vita privata sono invece l’opposto: ansioso, protettivo e ipocondriaco. Chiamo Giovanna e i miei figli anche quattro volte al giorno per sapere se stanno bene”.